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Di Chris Brown anche i media italiani ne hanno parlato per motivi non certo musicali, qui invece ci occupiamo del suo nuovo video, I Can Transform Ya, diretto dal regista Joseph Kahn. Questi si è ispirato ai film della saga Transformers per la realizzazione del filmato, usando l’effetto bullet time a piccole dosi e con il cantante e ballerini in versione guerrieri ninja. E’ tutto molto tecnologico ma non patinato, insomma da graffitaro. Effetti visivi realizzati dallo studio californiano Ingenuity Engine.

Joseph Kahn : director
HIS : production company
Christopher Probst : DP
Ingenuity Engine : vfx

Articolo redatto da Sergio Damele

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Mentre in Italia ci dobbiamo sorbire pubblicità con testimonial di dubbio valore e rendimento, per la campagna promozionale in Brasile della nuova Fiat 500, l’agenzia Leo Burnett ha commissionato allo studio di animazione e design Lobo di creare una visione animata del futuro automobilistico.

Lobo è stato fondato nel 1994 da tre amici, oggi rimasti in due, e lavora in squadra con lo studio di effetti digitali Vetor Zero.
E’ rappresentato mondialmente dall’agenzia The Ebeling Group.

Clicca qui per vedere il video incorporato.

Agency: Leo Burnett, Brazil
Creative Team:Ruy Lindenberg, Javier Talavera, Breno Balbino, Fabio Nagano
Production: Lobo
Director: Cadu Macedo, Mateus de Paula Santos
3D: Vetor Zero
Music & Sound Design: Tentaculo

Articolo redatto da Sergio Damele

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Jorinna Scherle è una freelance berlinese che propone grafiche sempre molto innovative, come per il video Travelin 2 in cui ha unito in maniera magistrale live action e 3D. Il progetto ha interessato 3 persone per 4 settimane di cui 2 e mezzo solo per scontornare frame by frame i ciclisti (eccetto la ripresa a 360 gradi del street rider). I cambi di inquadratura sono molto fluidi e le ambientazioni surreali.

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Articolo redatto da Stefano Paron

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Il collettivo multinazionale Minivegas, di base a Londra, nasce quattro anni fa dall’idea di tre studenti della Bournemouth University. Le loro prime sperienze nella produzione video son da ricondurre ad una collaborazione con il blasonato studio Glassworks, ma ben approderanno all’advertising ed alla industria musicale, con Videoclips per band come The Cribs, Maps e Infadels. A questo tipo di produzione, Minivegas ha di recente affiancato la sponsorizzazione artistica attraverso la Vegas Gallery, spazio espositivo che punta l’attenzione sulla curatela indipendente, con un’attenzione particolare ai fermenti creativi di artisti Olandesi, Belgi e Svizzeri (nazioni di origine dei fondatori).

Il loro ultimo progetto è Responsive Sculptures, una rappresentazione 3D della Vegas Gallery dove l’utente può interagire con delle sculture virtuali generate da impulsi sonori. Questo prototipo di programma, definito “Visualiser”, permette la creazione di geometrie astratte che si sviluppano nello spazio a partire da input musicali. L’algoritmo FFT analizza la frequenza spettrale dei brani provenienti da cd, e la visualizzazione dei dati raccolti funge da base per le dinamiche e le relazioni grafiche. Le modalità grafiche utilizzate sono le più svariate: sistemi particellari, clipping poligonale casuale, metaballs, poi contestualizzate in ambienti filmati o render. La fruizione dell’opera, inoltre, è navigabile da parte dello spettatore.

I Minivegas non son nuovi a questo tipo di operazioni: ricordiamo la loro partecipazione al progetto Advanced Beauty dello studio Universal Everything, piattaforma di collaborazione tra programmatori, artisti, musicisti, animatori ed architetti per la creazioni di “audio-reactive” video sound sculptures”.

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Articolo redatto da Didier Falzone

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Daniel Franke sperimenta con After Effects per ottenere delle “Sound Sculptures”, delle strutture virtuali che si modificano in base alla musica.
Per il video One Minute Sound Sculpture si è basato sull’algoritmo chiamato : Fast Fourier transform. L’autore dice: ” Cerco di creare una animazione/scultura generata da dati in cui l’ossevatore può essere condotto. Lo schermo non funziona da cornice o da piano, ma diventa una stanza virtuale che può essere esplorata attraverso lo spazio e il tempo. In One Minute Sound Sculpture” lo spettatore è virtualmente posizionato all’interno di una mostra dove guarda una scultura (…) L’analisi del suono è stata fatta con FFT mentre i movimenti di camera sono stati catturati con il camera-tracking.”

Articolo redatto da Stefano Paron

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